Croke Park
Hello Blog!Oggi è terminata la seconda giornata del 6 Nazioni con la partita Irlanda-Francia.
La notizia non è questa, ma il fatto che il match si è giocato nel Croke Park, lo stadio più capiente e bello di Irlanda.
Per tutto il periodo in cui il Lansdowne Road sarà ricostruito (si spera entro 3 anni), il rugby e il calcio giocheranno nel Parc an Crochaigh, il Croke Park appunto.
Lo stadio è bellissimo, moderno e può contenere fino a 82.000 spettatori.
Sebbene, quando si parla di stadi, "astronave" è un termine abusato, davvero quì non viene niente di meglio per descrivere un gigante a tre anelli, come San Siro, tra le case al massimo a 2 piani che gli sono intorno ad un massimo di 20 metri.
Quando ci sono andato la settimana scorsa avevo paura di sbagliare strada, ma era impossibile.
Bastava alzare lo sguardo e da quasi tutta Dublino nord sapevi dove dirigerti.
La particolarità del Croke Park è che fino ad oggi ha ospitato solo gli sport gaelici, football e hurling.
Questa peculiarità è dovuta sia alla ostinazione e all'attaccamento degli irlandesi ai loro sport tradizionali (l'altro giorno in TV c'era uno speciale sul bowling da strada fatto con i sassi!), sia ad un tragico evento e successivo giuramento.
Il 21 novembre del 1920, mentre nello stadio si giocava una partita, irruppe una pattuglia di soldati inglesi che cercava fiancheggiatori dell'IRA.
Ci fu una sparatoria e morirono 12 spettatori ed un giocatore.
Quella fu la prima famosa "sunday bloody sunday", poi purtroppo ripetuta in altre occasioni nella travagliata storia di Irlanda.
Da quel momento i responsabili della GAA (Gaelic Athletic Association) giurarono che il Croke Park, fino a che tutte e 32 le contee di Irlanda (anche le 6 del Nord) non fossero unite sotto un unico Stato irlandese, avrebbe ospitato solo discipline gaeliche, di cui in effetti è divenuto un monumento.
Pensare di giocare ad altro lì fino a poco tempo fa era una eresia, figurarsi il rugby o il calcio che sono sport di origine inglese!
Ma i tempi per fortuna cambiano. La GAA, che svolge un lavoro prezioso nelle contee rurali del paese, dipende anche dai sussidi statali e non poteva certo rifiutarsi di ospitare le rappresentative nazionali di altri sport popolari sotto le pressioni del governo.
Fastidio peraltro abbondantemente ripagato dall'affitto.
Nonostante questo il dibattito è acceso e molti dei puristi sono in aperto dissenso.
A complicare le cose c'è il fatto che l'Irlanda quest'anno dovrà ospitare al Croke Park gli inglesi.
E con loro, l'inno da tempo bandito nello stadio simbolo dell'orgoglio irlandese.
Sarà un "God save the Queen" ancora più carico di significato....

3 Comments:
Carissimo Pierre, leggere delle tradizioni che cambiano a Croke Park riconcilia con la storia oltre che con lo sport che dovrebbe servire anche a modificarla in meglio. Che malinconia per i nostri stadi ottusamente calcistici chiusi al pubbloico, i cori beceri,i fischi durante i minuti di raccoglimentoi per le vittime non dell'irredentismo ma di una oziosa follia. Arrivare ad uno stadio come Croke Park, cattedrale di un culto moderno, attraverso strade assiepate di casette deve rendere l'impressione di San Pietro al centro del quartiere di Borgo Pio nel secolo scorso. Vale la pena assaporare certe sensazioni. Un bacione
Bravo Pierre, bel blog...ora ch lo conosco verrò più spesso a leggere come te la passi a Dulbino.
Un saluto da Siena!!!
Carissimo Pierre, sapendo che sei stato a Madrid e non avendo ricevuto le tue impressioni immediate per telefono, spero che nel tuo prossimo post tu ci riferisca le sensazioni provae e filtrate attraverso il ritorno a Dublino.
Un bacione
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