Il Quarto Elemento
Hello Blog!A volte mi chiedo come sia vivere a Dublino e in Irlanda, filosoficamente intendo.
In effetti è una categoria dell'essere poco sviluppata da tutti coloro che scrivono di questo posto.
Del lato meteorologico potremmo parlare in senso esistenziale fino alla nausea, così per stavolta tralascio.
Preferirei piuttosto valutare la mia esperienza quì considerando i 4 elementi base della Cultura Classica.
All'Irlanda tutto si può rinfacciare, tranne che manchi l'ACQUA.
Intanto è un'isola, poi ha mille fiumiciattoli che la percorrono, la pioggia, la mist e le falde acquifere imponenti.
Insomma acqua sotto, acqua intorno, acqua in mezzo, acqua da sopra e persino quando c'è la mist, acqua sospesa.
Quì l'acqua è persino gratis nelle case.
Un altro elemento importante è l'ARIA.
Il vento in Irlanda è un compagno fedele e capriccioso, ti fa vedere panorami splendidi per poi invitare le nubi più cupe del continente a fare festa per un po'.
Ti toglie lo smog di una città parecchio trafficata, ma nello stesso tempo ti impantana nel traffico con la bici con folate in pieno viso.
Non si può negare d'altra parte che la TERRA di Irlanda abbia stregato visitatori più o meno famosi.
I suoi colori verdi che contrastano coi muretti grigi in pietra a secco che continuano all'infinito sono praticamente un marchio di fabbrica.
E allora, che manca?
Beh, sicuramente all'Irlanda manca il FUOCO.
Una mancanza di calore che i nativi cercano di lenire con una buona birra scura (o per me un ottimo Irish Coffee caldo).
E che non mi permette di sentirmi esattamente completo quì.
I colori, gli umori, i sapori mancano di un tratto vivace, di un guizzo dirompente di passione.
Si sta così in Irlanda, immersi in un mare, sballottati dal vento, su di una zattera verde che placida e monotona si lascia cullare.
Ma si tende l'orecchio in lontananza per udire prima o poi il familiare crepitio di un focolare.
E magari dirigersi per scaldarsi un po'.
E magari dirigersi per scaldarsi un po'.

4 Comments:
Carissimo Pierre, mi fa piacere che tu stia avvertendo la carenza del "fuoco". La mancanza del calore (umano) è un fattore che non si percepisce se non lo si è apprezzato, e questo è il motivo che lo rende apparentemnte superfluo.
A volte, ci si sente maggiormente a proprio agio in certe condizioni (personali o sociali) difficili ma calde, piuttosto che opulente ma fredde. E' forse più probaile essere felici nel "Sud" del nostro carattere.
Un bacione
già già...sottoscrivo e confermo tutto quello che hai scritto. Pur vivendo a Cork provo le tue stesse sensazioni
Ciao Pierre...
purtroppo nn si può aver tutto...
Il "calore", in qualsiasi valenza tu l'intenda, è sicuramente fondamentale...
ma per fortuna il bello di noi italiani è che riusciamo a portare quel CALORE di cui tu parli...ovunque..dentro di noi...e a trasferirlo anche a chi ci circonda..;) un Bacio Wanda
Dall'agricoltura biologica alle multinazionali. Dagli architetti ai programmatori. Parte il nostro viaggio attraverso il Vecchio Continente per scoprire quali sono le occasioni per trovare un impiego fuori dai confini nazionali. Per chi vuole lavorare d'estate e chi vuole restare più a lungo. A parlare gli esperti di settore ma anche gli italiani che in quei luoghi ci sono andati per trovare un impiego
D'estate sono in molti a venire da queste parti. Vengono per vedere Dublino che cambia a ritmi incessanti, sperimentare un'altra lingua, conoscere nuove persone e scoprire quanto è verde il verde d'Irlanda. Il lavoro qui non manca. In questa terra di poco più di quattro milioni di abitanti sembra esserci uno spazio che altrove non si trova. Qui lavorano esperti di pubblicità online e astrofisici che collaborano alla messa a punto dei satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea. Qui sembra più facile anche diventare esperti delle telecomunicazioni e agricoltori che praticano il biologico.
La terra di Samuel Beckett e James Joyce - e Bono Vox e Dolores O'Riordan - fa quasi invidia per come è riuscita a superare le stagioni difficili vissute fino a tutti gli anni '80. Tanto che nel 2006 ha attratto più di 80mila lavoratori da ogni parte del mondo. Le chance per un lavoro stagionale (vedi la scheda) sono concentrate nelle imprese alberghiere e nel settore dell'agricoltura. Ma qui si trovano contratti temporanei anche per figure come web developer, tecnici Cad, giardinieri, decoratori, istruttori di cavalli o traduttori. Per il settore turistico le selezioni prendono il via prima di Pasqua. Da Dublino a Cork, da Galway alle contee del sud e lungo tutta la costa. Oltre alle occasioni nella raccolta di funghi e frutta da albero, ci sono i prestigiosi club di golf e le tante fattorie che praticano agricoltura biologica.
In Irlanda però le opportunità vanno al di là degli impieghi stagionali. Anzi. "Qui vengono da tutta Europa. E il lavoro stagionale forse è la parte meno interessante - ci ha detto Kevin Quinn, responsabile della campagna "Know before you go" della Fas, l'Authority irlandese sulla formazione e l'occupazione (vedi intervista integrale) - Per gli italiani le maggiori opportunità sono ovviamente nel turismo e nella ristorazione, ma le imprese hanno bisogno soprattutto di profili elevati. Dico in particolare qualcosa agli architetti italiani. Loro sono bravissimi e pieni di talento. Per loro ci sono molte opportunità. Il settore delle costruzioni sta crescendo davvero molto. Tutta l'Irlanda è un cantiere."
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